Risoluzione

Sala Grande del Centro interplanetario di Phynko Phallho, pianeta Homisshish 3, capitale del Sistema federale spaziale Thal Dhe Thaly. Riunione federale d’emergenza, ore 10:00, giorno stellare giovedì, anno spaziale 500.

Presidente (della federazione Thal Dhe Thaly): “Che dobbiamo fare?”

Governatore interplanetario (della federazione Thal Dhe Thaly): “Ci sarebbe da affrontare la delicata questione Osterhee, signor presidente.”

Presidente: “Perché mi fissa come se dovessi sapere di cosa si tratta?”

Governatore interplanetario: “(Forse perché è il presidente della federazione?) – Mi scusi, signor presidente. Osterhee è un pianeta indipendente, attualmente in guerra con il Sistema federale spaziale Quah Lu ‘n’ Quhe. I suoi abitanti…”

Presidente: “Mi dica quello che non so, capra! Non ho tempo da perdere io!” – lo interrompe, bruscamente.

Generale Capoccioni (generale dell’esercito federale di Thal Dhe Thaly): “Be’, signor presidente, la questione riguarda la nostra posizione logistica: siamo il pianeta più vicino a Osterhee e dobbiamo attrezzarci per accogliere un consistente flusso di profughi.”

Presidente: “Ecco un altro scienziato. Generale, vuole dire “arginare”, non è così?”

Capoccioni: “No, voglio dire “accogliere”: ritengo dovremmo intervenire su Osterhee per difendere la popolazione civile e arginare la guerriglia in attesa di una rapida soluzione diplomatica con Quah Lu ‘n’ Quhe per ripristinare l’ordine.”

Presidente: “Come al solito si dimostra un inetto, Capoccioni. Non so che farmene di lei. Anzi, mi ricordi, prossimamente, che devo sostituirla. Altri brillanti suggerimenti?”

Governatore planetario (di Phynko Phallho): “Signor presidente, la nostra popolazione non ne può più degli Osterheeriani. Con lo scoppio di questa guerra si sono rinfocolati alcuni movimenti razzisti piuttosto pericolosi.”

Presidente: “Se la nostra “popolazione” è un bel miscuglio di razze umanoidi da tempo ormai immemorabile com’è possibile che …”

Governatore planetario: “Mi scusi, signor presidente, ma lei, forse, dimentica che gli Osterheeiani hanno un aspetto particolarmente orripilante. Assomigliano a dei lucertoloni; tipo Visitors, tanto per intenderci. Da fine conoscitore di materia storica quale lei è comprende bene a cosa mi riferisco.”

Presidente: “ Governatore, non m’interrompa mai più. Comunque ho capito una cosa. Nessuno di voi sa cosa fare. La riunione può considerarsi conclusa. Voglio parlare domani con Hamaniok, l’unico che mi capisce. Ora ho un impegno col presidente Thesaurus [presidente del Sistema federale spaziale Quah Lu ‘n’ Quhe – n.d.a.]: la settimana scorsa a quel suo stupido gioco di carte ho perso il pianeta Balsham e ho intenzione di rifarmi. E ora toglietevi dai piedi!”

Sala Grande del Centro interplanetario di Phynko Phallho, pianeta Homisshish 3, capitale del Sistema federale spaziale Thal Dhe Thaly. Ore 9:30, giorno stellare venerdì, anno spaziale 500. Incontro privato tra il presidente del Sistema federale spaziale Thal Dhe Thaly e il losco figuro Hamaniok, noto esperto di un non identificato settore d’attività politico-scientifico-economica spaziale.

Presidente: “Che dobbiamo fare con Osterhee?”

Hamaniok: “Distruggiamolo!” – sguardo eccitato dietro le lenti.

Presidente: “Non si può, è un pianeta almeno formalmente indipendente. Se fosse stato così semplice mica t’avrei convocato.”

Hamaniok: “Rafforziamo le zone di confine e abbattiamo qualsiasi cosa in avvicinamento!” – sguardo ancora più eccitato dietro le lenti.

Presidente: “Troppo costoso. E magari qualcuno potrebbe anche polemizzare in merito alla questione della difesa dei diritti umanoidi. Insomma, vuoi impegnarti?”

Hamaniok: “Fammi riflettere…” – sguardo corrugato dietro le lenti.

Presidente: “Fa’ presto, alle 12:00 ho un appuntamento con una certa governatrice interessata allo sviluppo del mio programma politico (questa è davvero buona!) – scoppia a ridere gustosamente.

Hamaniok: “Ma è la governatrice che penso io? Quella la cui sorella…” – sguardo eccitato dietro le lenti.

Presidente: “Proprio lei. Ora trovami una soluzione e cerco di combinare l’uscita a quattro, muoviti.”

Hamaniok: “Sì, bene. Allora, ricapitoliamo: niente forza bruta, ma poca diplomazia …” – sguardo corrugato dietro le lenti.

Presidente: “Eh, sì, bella grana!”

Hamaniok: “Ma il presidente del sistema bancario centrale della federazione non è un Osterheeriano?”

Presidente: “Sì.” – un po’ perplesso.

Hamaniok: “I capoccia delle principali imprese del settore terziario della federazione non sono Osterheeiani?”

Presidente: “Sì.” – meno perplesso

Hamaniok: “Ieri sera a quello stupido gioco di carte hai riconquistato Balsham, giusto?”

Presidente: “Sì.” – senza più perplessità.

Hamaniok: “Allora è fatta. Rimanda l’appuntamento con la governatrice e incontra Thesaurus per una rivincita. Cedigli definitivamente Balsham, visto che ci tiene tanto, ma in cambio digli che deve mollare la presa su Osterhee.”

Presidente: “Si può fare.” – comincia a sorridere contento.

Hamaniok: “Appena Osterhee è libero, mandaci Capoccioni a ripristinare una qualche forma di ordine sociale e riattiviamo qualche depuratore e qualche industria per dare una parvenza di normalità e mandiamoci a vivere quelli che ci stanno creando problemi interni.”

Presidente: “E noi ci prendiamo gli Osterheeriani che si integrano meglio e che sono in grado di sviluppare discorsi economici di un certo spessore, giusto?”

Hamaniok: “Giusto.”

Presidente: “Geniale, lo sapevo. Resta, però, un piccolo interrogativo: inventarsi una motivazione per trasferire la nostra residuale popolazione autoctona sul quel pianeta allo sbando, una volta annesso alla nostra federazione, non è un problema, ma se poi le cose non vanno come devono andare?”

Hamaniok: “L’aspetto più interessante è proprio questo: se le cose non girano per il verso giusto, una volta che Osterhee è divenuto parte della federazione, possiamo distruggerlo!” – sguardo eccitato dietro le lenti.

Presidente: “Perfetto, mi hai convinto. Ora organizzo subito con Thesaurus, ma tu tieniti libero per sabato, perché poi combino l’altra faccenda”. – ridendo.

Incontro privato di fatto concluso.

OGNI RIFERIMENTO A PERSONE ESISTENTI O A FATTI REALMENTE ACCADUTI È PURAMENTE CASUALE

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