Parentesi orizzontali – [titolo in collaborazione con Luigi Metropoli – anche se a sua insaputa]

Dispersione digitale. Ossia del contenuto esteso. Quello che rincorri al rapido passo di clic. Pure doppi. Per duplicare e condividere messaggi: le informazioni frammiste d’immagini. Che non sono più essenziali. E non lo possono essere. Perché l’ordine selettivo ha dissolto ogni forma di rigore. Non esiste selezione che tenga: in un batti e ribatti che tutto frammenta. Centrifuga rotante di siti occupati e abusati. Con quel nucleo sepolto impossibile da estrarre. Che pure rappresenta ancora la parte vitale dell’organismo, già scrupolosamente, contaminato. Dell’interagire sociale nel random. Per via di rete sparsa: anti-sistemica. Ma nell’accezione malsana del senso. E non ci si districa. Perché anche il linguaggio si confonde, nel villaggio globale del web paritario. Che non è più alternativa, ma solo semplice soluzione – senza alcuna possibilità. Collegamento ipertestuale di acronimo che soppianta. E se “Non riesco a visualizzare la pagina” non sai più dove andare. Fino a quando il motore si riaccende: e ti indirizza in un posto diverso. E non ricercato. Ma dove l’idioma è comunque organizzato. Da una nuova comunità integrale. Alla quale fare riferimento. Oppure che diventa puntocom riferimento. E tu vuoi solamente intrattenimento: anche se ormai sei incapace di effettuare una scelta – qualora lo fossi mai stato. E i conti si moltiplicano. Per accessi a pagamento. Versamenti autorizzati per sostenere le distanze. Perfino dal negozio alimentari. Ordinazioni online e consegne a domicilio. Per la nutrizione del network. Il quale ottimizza e ringrazia, ingurgitando ogni spazio. Per soddisfare la richiesta in aumento di cultura digitale. E per ogni singolo portale c’è l’opzione “salva”. Per risparmiare tempo ed essere sicuri di non assimilare nulla. È il titolo, invece, che si assicura l’ingresso: e in fondo, la visita – fosse anche per un solo istante – è l’unica cosa che serve al server. Gli stati emotivi dell’utente sono strategicamente archiviati: protetti in db che appartengono a chissà chi. Ma che importa? L’importante è ritrovarsi; nella piana orizzontale. Chi cerca trova: dieci piccoli tag. E ti trasformi in spam. Delitto per e-mail. Area di notifica inopportuna, l’allegato indesiderato, una sessione di lavoro scadente. Connessione corrosiva collide: router versus URL. Registri la password e la linea provvede. Milioni di profili espansi e identici: tutti pronti a downloadare il morbo del contenuto virale.

Testo ispirato da un’intermittente e frammentaria conversazione telematica col caro amico Luigi Metropoli

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