Garbage – Garbage – (1995)

Garbage

Garbage è un progetto che nasce all’inizio degli anni 90 tra le pareti dei mitici Smart Studios per volere di Butch Vig. Ed emerge, sotto forma di trio (gli altri due componenti sono Steve Marker e Duke Erikson), dalle ceneri del fenomeno grunge: basti pensare che Vig ha lavorato con Fluid e Tad, in qualità di produttore, e che ha firmato dischi come Nevermind dei Nirvana e Dirty dei Sonic Youth. Quando il trio trova in Shirley Manson l’ideale vocalist della formazione, Garbage può essere sfornato per il mercato.

Vow, il singolo battistrada, evidenzia subito il debito con il retaggio del cosiddetto Seattle sound per via delle chitarre abrasive e il testo dal sapore nichilista e sicuramente provocatorio. Ma, ciononostante, i distorti riff melodici non si dimostrano così aggressivi come vuole il genere, e il gusto per una spiccata orecchiabilità, mescolato alle tonalità sensuali – capaci di essere al tempo stesso indifferenti – di Shirley Manson, rendono l’idea di un amalgama pop in grado di infiltrarsi con stile in classifica.

Chiariscono il concetto Only Happy When It Rains e Queer: la prima è un vero e proprio insolente e sexy inno apatico, mentre la seconda è connotata da un andamento noir e sinuoso. Stupid Girl (con l’iniziale campione di Train In Vain dei Clash) avanza lineare e ripetitiva, mostrandosi particolarmente impertinente nel voler prendere in giro i potenziali ascoltatori (o dovremmo dire ascoltratici?).

L’album è interamente sostenuto da una certo noise di sottofondo e da chitarre alterate che, però, assecondano le melodie senza essere realmente dissonanti e invadenti. L’atmosfera aggressiva è attenuata da una batteria che non colpisce mai poderosa, limitandosi a scandire il ritmo, e da arrangiamenti capaci di spaziare con disinvoltura da segmenti New Wave ad altri Trip-Hop, passando per solide basi Rock, senza perdere il filo conduttore. Il tutto si stempera soltanto nel finale con una traccia di chiusura che si potrebbe definire quasi atipica qual è Milk, etereo lamento impregnato di (o)scura malinconia, ma che non stride affatto con l’ascolto d’insieme del prodotto.

Anche brani che possono essere considerati più deboli come Not My Ideae Dog New Tricks restano assolutamente gradevoli e ben costruiti, mentre è da riscoprire una As Heaven Is Wide, sorretta da una ritmica quasi da salsa sudamericana, che costituisce – invece – uno dei momenti meno “avvolgenti” e più “distaccati” del disco.

Concludendo, se si pensa che da Garbage sono estratti ben sei singoli (metà album) e che il lavoro riesce a durare dalla data di pubblicazione (agosto 1995) fino all’inizio del 1997, non si può non parlare di un piccolo classico.

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