Di inerzia e silenzio

 

Oggi so stare in silenzio e ringrazio
il dizionario e quel po’ d’esperienza
degli anni trascorsi all’ombra di frasi
saggiamente inespresse. Quindi azzero
le inutili scadenze e i loro vincoli
per dire addio ai volti di tutti i giorni.
Svuotato, di ogni bisogno concreto,
rispondo a stento – con poche parole
(così precise che valgono niente).
Posso ancora fallire e poi riuscire:
evitare, queste esigenze non mie.
Non serve fingere e produrre scuse,
cercare di apparire adeguato,
perché – anche se sono uno zero
– equivalgo comunque a una risorsa
che si può esaurire. Ci si illude,
allora, che esista l’inerzia senza
la frenesia dello sfruttamento.
Agisco per accumulo di errori
e, lasciando aumentare il deposito,
provo l’interazione senza scambio –
come se fosse un valido espediente.

ancora azzanno qualcosa la sera e riposo

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